Nel 1989, sotto la spinta di alcuni soci, il Centro Culturale Compitese decide di organizzare un’esposizione con al centro la camelia: essa sarà la prima edizione della mostra “Antiche Camelie della Lucchesia”, svoltasi in grande semplicità nel mese di aprile per soli 3 giorni all’interno di una piccola sala, dove erano raccolte alcune delle cultivar tipiche del Compitese.
La manifestazione riscuote un successo tale che il Comune di Capannori viene convinto ad aderire a questa iniziativa e ad incoraggiarla.
Infatti, nel corso degli anni la mostra è cresciuta sempre di più, affermandosi sia a livello nazionale che internazionale.
Già dalla seconda edizione della mostra nel 1990 infatti, grazie all’appoggio dell’ Orto Botanico, della Comunità Montana e delle amministrazioni di Lucca e Capannori, la mostra non prevede più soltanto l’esposizione “classica” delle cultivar, ma anche una serie di viste guidate ad alcune ville (tra cui la storica Villa Borrini) che ospitano nei loro giardini piante di camelie in fiore.
Il grande successo riscosso dalla seconda edizione in termini di visitatori e risonanza mediatica, spinge gli organizzatori ad ampliare ancora la mostra successiva del 1991: vengono creati diversi itinerari e introdotte mostre collaterali e manifestazioni artistiche di vario genere.
Con questa edizione l’esposizione delle cultivar assume un’importanza maggiore poiché diventerà una mostra scientifica, inoltre a disposizione dei visitatori viene allestito un mercatino dove poter comprare delle camelie.
La manifestazione esce anche dai confini del Centro Culturale Compitese e dei giardini delle ville per abbracciare i paesi di Sant’Andrea e Pieve di Compito, borghi antichi e suggestivi.
Nella quarta edizione l’impianto della mostra rimane pressoché il medesimo, fatta eccezione per la pubblicazione del volume “Camelie dell’ottocento in Italia”, a cura di Angelo Lippi e Guido Cattolica.
La mostra diventa il fiore all’occhiello del Comune di Capannori, un evento di assoluta importanza.
Negli anni successivi la mostra allarga i suoi orizzonti: iniziano infatti le collaborazioni con altre associazioni internazionali incentrate sulla Camelia: quella di Nantes nel 1992, la Tea Exporters’ Association di Shizuoka nel 1997, quella del Giardino di Boboli (Firenze) nel 1998, quella di Saõ Miguel nel 2004 e quella del Castello di Pillnitz (Dresda) e Pontevedra nel 2005.
Inoltre la mostra della camelia nel corso della sua storia ha sempre lasciato le porte aperte ad un connubio con varie forme di espressione dell’arte come teatro, fotografia, musica e artigianato, cercando sempre di rinnovarsi e di tenersi al passo con i tempi.
Altra nota cruciale per la mostra è la realizzazione nel 2005 di un parco tematico, chiamato “Camellietum Compitese”, all’interno del quale sono ospitate alcune tra le più antiche cultivar di Camellia japonica della Toscana.